La Velarca è una houseboat commissionata dalla famiglia Norsa allo Studio BBPR — sigla che raccoglie i nomi di Banfi, Barbiano di Belgiojoso, Peressutti e Rogers — lo stesso collettivo che pochi anni prima aveva firmato la Torre Velasca a Milano. Il nome Velarca è infatti la sintesi di “Velasca” e “barca”: un progetto galleggiante figlio della stessa spinta innovatrice e visionaria.
Costruita tra il 1959 e il 1961, la Velarca nasce come rifugio sull’acqua e luogo di ospitalità colta. La barca era ormeggiata di fronte all’Isola Comacina, sponda occidentale del Lago di Como, e si proponeva fin da subito come esperimento di architettura residenziale mobile, disegnata con la stessa cura riservata a un edificio.

Ascoltare il paesaggio
Ogni dettaglio della Velarca nasceva per raccontare il suo rapporto con il lago. La struttura è realizzata in legno e metallo, con volumi essenziali che dialogano con la linea dell’orizzonte. Le ampie vetrate riflettono e lasciano filtrare la luce, restituendo al paesaggio la possibilità di entrare negli spazi.
I materiali scelti, la cromia sobria, la leggerezza della forma, tutto è pensato per rendere l’architettura parte del contesto. Una presenza discreta, in ascolto. Un’idea di abitare che interpreta il paesaggio lacustre come co-protagonista del progetto.

Il recupero: dalla memoria alla rinascita
Dopo decenni di silenzio e abbandono, la Velarca è stata oggetto di un importante lavoro di restauro promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano, con il sostegno di Fondazione Altagamma e del brand Officine Panerai. L’intervento ha rispettato l’identità originaria, recuperando materiali, finiture, proporzioni. Un gesto di cura architettonica e culturale, in grado di restituire alla collettività un frammento prezioso del patrimonio moderno.
Il restauro è durato più di dieci anni e si è concluso con la riapertura ufficiale nel 2024, accompagnata da una nuova narrazione d’uso: la Velarca non è più solo una casa, ma un luogo.

Un punto di incontro per la città
Oggi la Velarca è un nuovo spazio per la città di Como: una piattaforma culturale sull’acqua, destinata a ospitare eventi, mostre, incontri. Un approdo fisico e simbolico, che riconnette la comunità con il lago e con la propria identità storica, a dimostrazione di come l’architettura sia in grado di connettere in modo funzionale passato, presente e futuro.
