Le nuove terme di Milano: come le ex scuderie De Montel sono diventate il più grande parco termale urbano.
A pochi passi dallo stadio di San Siro, nel cuore della zona ovest di Milano, un luogo dimenticato ha ripreso vita, trasformandosi in un polo di benessere, cultura e rigenerazione urbana. Le ex Scuderie De Montel, storicamente legate al mondo dell’ippica e abbandonate per decenni, sono oggi il cuore pulsante del più grande parco termale urbano d’Italia: un progetto che unisce recupero del patrimonio, sostenibilità e visione contemporanea della città. Il progetto, ribattezzato “In-Centro” (IC), si sviluppa su una superficie di oltre 6.000 mq coperti e 15.000 mq di parco urbano, ed è alimentato da una fonte termale naturale a 39°C, scoperta proprio nel sottosuolo di Milano negli anni ’90. Le nuove terme rappresentano un unicum: non solo per le dimensioni e per il contesto metropolitano in cui si inseriscono, ma per il tipo di intervento che ha saputo coniugare architettura, paesaggio e memoria storica.

Il cuore del progetto è stato il restauro conservativo delle ex scuderie De Montel, un complesso risalente ai primi del Novecento. Qui, tra pareti in mattoni a vista, coperture lignee e dettagli d’epoca, trovano oggi spazio reception, aree relax, vasche termali coperte e percorsi sensoriali. L’intervento ha mantenuto l’impianto originario degli edifici, valorizzandone i materiali e integrandoli con nuove soluzioni tecnologiche a basso impatto ambientale.
Il progetto architettonico ha seguito una logica di mimetismo consapevole: i nuovi volumi si inseriscono nel contesto senza sopraffarlo, con coperture verdi, ampie vetrate e strutture leggere. L’obiettivo è stato chiaro fin dall’inizio: restituire un pezzo di città ai cittadini, in una forma che ne rispettasse l’identità e ne amplificasse le potenzialità.

L’idea di “terme in città” si declina qui in una chiave contemporanea: non un centro esclusivo e isolato, ma un luogo aperto, accessibile, permeabile, con percorsi pedonali, spazi verdi fruibili anche senza accedere alle vasche e un forte legame con il tessuto urbano circostante.
La progettazione paesaggistica ha dato grande importanza alla permeabilità del suolo, all’utilizzo di essenze autoctone e alla creazione di micro-ambienti in grado di garantire comfort climatico e biodiversità.
Grande attenzione è stata riservata alla gestione energetica, con impianti a pompa di calore, recupero delle acque e sistemi di monitoraggio dei consumi. Il progetto è in linea con i criteri NZEB (Nearly Zero Energy Building), puntando a un impatto ambientale minimo.

IC – In-Centro non è solo un nuovo complesso termale: è un progetto pilota per la rigenerazione urbana a scala metropolitana. Dimostra come il riuso intelligente dell’esistente possa generare nuove centralità, migliorare la qualità della vita urbana e attivare processi virtuosi di sviluppo sostenibile.
Milano si dota così non solo di un’infrastruttura per il benessere, ma di un luogo simbolico: una testimonianza di come la città possa rigenerarsi a partire dalle sue ferite, trasformando aree in disuso in nuovi spazi pubblici vitali, integrati e contemporanei.
