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International Woman day 2025: #AccelerateAction: Costruire un Futuro Più Equo

L’architettura non è solo costruzione, ma anche un potente strumento di cambiamento sociale. In occasione della Giornata Internazionale della Donna 2025, il tema #AccelerateAction ci invita a riflettere su come possiamo accelerare il progresso verso un mondo più equo e inclusivo. All’attuale ritmo di progresso, ci vorrà fino al 2158 – circa cinque generazioni da oggi – per raggiungere la piena parità di genere, secondo i dati del World Economic Forum. Concentrarsi sulla necessità di accelerare l’azione sottolinea l’importanza di adottare passi rapidi e decisivi per raggiungere l’uguaglianza di genere. Questo richiede maggiore slancio e urgenza nel superare le barriere sistemiche e i pregiudizi che le donne affrontano, sia nella vita personale che professionale. L’accessibilità, la sicurezza e il benessere negli spazi urbani sono temi centrali nel dibattito architettonico contemporaneo. Troppe città e edifici continuano a riflettere modelli progettuali che non rispondono alle esigenze di tutti, in particolare delle donne. Dalla progettazione di spazi pubblici più sicuri e vivibili, all’inclusione di prospettive femminili nei processi decisionali, il nostro settore ha il potere – e la responsabilità – di contribuire a una trasformazione concreta.  Le città, quando progettate per includere chiunque, possono trasformarsi inoltre in motori di crescita economica e innovazione sociale.

Kigali, capitale del Ruanda, ne è un esempio emblematico. Grazie al programma delle Nazioni Unite “Safe Cities and Safe Public Spaces”, aree urbane precedentemente marginalizzate sono state riprogettate con interventi mirati, come percorsi sicuri e illuminazione strategica. Questi cambiamenti non hanno soltanto migliorato la percezione di sicurezza per le donne, ma hanno innescato un ciclo virtuoso per chiunque: spazi più frequentati, nuove attività commerciali, investimenti immobiliari e una comunità urbana più integrata. Il design inclusivo non è un lusso, ma una necessità. Gli spazi che progettiamo devono rispondere alle esigenze di una società variegata: illuminazione adeguata per la sicurezza, percorsi accessibili, aree comuni che favoriscano la socialità e il supporto reciproco. Ogni scelta progettuale può essere un tassello per accelerare l’uguaglianza di genere.

Anche il “Global Future Cities Programme” evidenzia il ruolo fondamentale del design urbano sensibile alle questioni di genere nella creazione di ambienti sicuri e dinamici, capaci di favorire la partecipazione attiva di donne e altre categorie tradizionalmente escluse. Il design urbano non è mai neutrale: riflette le priorità di chi lo progetta e ha un impatto diretto sull’economia locale. Quando le donne si sentono sicure, lo spazio diventa più attrattivo per bambini, giovani e anziani, trasformando intere aree in luoghi vivi e inclusivi. Come ha sottolineato Ada Colau, ex Sindaca di Barcellona: “Recuperare la città significa recuperare la democrazia”. A Kigali, questo principio si è tradotto anche in un ritorno economico, dimostrando che progettare per l’equità non è solo un atto etico, ma una strategia produttiva efficace. In Anice Architettura, crediamo fermamente che l’innovazione in architettura debba passare attraverso una visione più ampia e responsabile. Per questo, il nostro impegno è quello di promuovere un’architettura sensibile, che metta al centro il benessere collettivo e garantisca un impatto positivo sulle comunità. Celebriamo l’IWD2025 con un invito all’azione: ripensiamo gli spazi per accelerare il cambiamento. Ogni progetto, ogni dettaglio, ogni voce conta. Il futuro è ora, e sta a noi costruirlo con consapevolezza e determinazione.

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